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Daphne Soares lavorò grazie ad una borsa di studio ottenuta per tre mesi nel 2001 presso il Marine Biological Laboratory di Woods Hole, Massachusetts.
Soares sottopose gli alligatori in cattività a una serie di potenziali stimolanti, escluse che tali protuberanze erano rilevatori chimici o rilevatori meccanici, come quelli che l'ornitorinco usa per trovare e catturare i gamberetti. Escluse anche la possibilità che potessero servire per vedere, stimolandli con raggi di luce.
Poi, un giorno, lasciò cadere accidentalmente un cacciavite nella vasca degli alligatori e gli animali reagirono. Le protuberanze potevano essere organi sensoriali unici che permettono ai coccodrilli di percepire le increspature dell'acqua? La teoria aveva senso per Soares, dato l'ambiente in cui vivono questi animali – acque basse e fangose dove la visibilità tende a essere scarsa – e il modo in cui aspettano pazientemente che prede ignare passino o forino il bordo dell'acqua con la lingua.
Verificò l'idea tappando le orecchie degli alligatori, spegnendo le luci e rilasciando una goccia d'acqua nella vasca. Di nuovo, gli alligatori reagirono, balzando e azzannando l'aria. Con ulteriori esperimenti, Soares ha confermato che le protuberanze erano effettivamente un organo sensoriale: minuscoli rilevatori di movimento attivati dalle vibrazioni dell'acqua, che ha ribattezzato "recettori di pressione a cupola", o DPR.