Chester Bennington


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Nel 1996 i Linkin Park cercavano un cantante per affiancare Mike Shinoda. Chester Bennington, venne selezionato tramite un'audizione a distanza: registrò delle demo inviate al gruppo, che rimase impressionato dalla sua voce. Subito dopo, si trasferì a Los Angeles per unirsi ufficialmente alla band. Con Chester i Linkin Park publicarono 7 album in studio. I più noti: "Hybrid Theory" (2000), "Meteora" (2003), "Minutes to Midnight" (2007), "A Thousand Suns" (2010), "Living Things" (2012), "The Hunting Party" (2014) e in fine "One More Light" (2017).

Chester divenne il simbolo della band per milioni di fan in tutto il mondo, non solo per la sua voce, ma anche per la sua capacità di esprimeere dolore, lotta interiore e vulnerabilità.

Contesto album "One More Light": Pubblicato il 19 maggio 2017, un giorno dopo la morte di Chirs Cornell (amico stretto di Chester). L'album segnò un cambiamento stilistico per la band: più pop, elettronico e melodico, meno rock/nu metal. Ricevette critiche miste, ma la canzone "One More Light" divenne una delle più significative della loro carriera.

Chester Charles Bennington nacque il 20 marzo 1976 a Phoenix, Arizona. In numerose interviste (tra cui una del 2008 a Kerrang! e una del 2011 a The Guardian), Bennington ha parlato apretamente degli abusi sesssuali subiti tra i 7 e i 13 anni da parte di un ragazzo più grande, amico della famiglia. Egli raccontò:

"Non potevo dirlo a nessuno perchè mi faceva vergognare, avevo paura che la gente avesse paura che fossi gay o che fosse colpa mia"

Gli abusi provocarono gravi ripercussioni psicologiche: ansia, disturbo da stress post-traumatico (PTSD), distorsione dell'immagine di sè, perdita di fiducia negli adulti. 

Non avendo trovato un ambiente sicuro dove elaborare il suo trauma, Chester si rifugiò nella fantasia e nella creatività. Disegnava, scriveva poesie, cantava e creava mondi immaginari per evadere dalla realtà. Raccontò in seguito: 

"Mi immaginavo amici immaginari, vivevo in un mondo immaginario perchè il mondo reale era troppo doloroso"

Linkin Park lead vocalist Chester Bennington dead at 41 

I suoi genitori divorziarono quando lui aveva 11 anni. La madre ottenne la custodia, ma in seguito Chester fu affidato al padre, Lee Bennington, un detective della polizia. Il divorzio fu un evento traumatico. Egli lo descrisse come "un punto di rottura emotivo". Il rapporto con il padre era distante, e quello con la madre divenne teso. Sentiva di non essere veramente voluto da nessuno.

Era molto legato a Chris Cornell, cantante dei Soundgarden e Audioslave. Chris era anche padrino di uno dei figli di Chester. Dopo il suicidio di Cornell, Chester scrisse una lettera pubblica straziante in sua memoria, e cantò "Hallelujah" al suo funerale. La morte di Chris aggravò notevolmente la depressione di Chester. Alcuni amici e familiari, inclusa la moglie Talinda, raccontarono che non si era mai ripreso dal trauma. Chester si tolse la vita il 20 luglio 2017, esatamente nel giorno del compleanno Criss Cornell (avrebbe compiuto 53 anni). La modalità fu la stessa: impiccagione.