Libri e opere


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Bruno Munari non è noto solamente come designer, artista, grafico e creatore di giocattoli, Ma anche come scrittore. Leggendo i suoi libri riusciamo a comprendere meglio quelle che sono le sue idee e lo scopo della sua arte. possiamo soprannominarlo un vero e proprio sperimentalista!

I LIBRI "FONDAMENTALI"


DA COSA NASCE COSA, BRUNO MUNARI

Questo libro esplora il processo creativo e la genesi delle idee, offrendo una riflessione sulla creatività e sull'importanza di comprendere come le idee nascono e si sviluppano

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FANTASIA, BRUNO MUNARI

Questo libro esplora la creatività e l'immaginazione, offrendo una serie di esercizi e giochi per stimolare la fantasia e sviluppare la creatività nei bambini e negli adulti.

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I LABORATORI TATTILI, BRUNO MUNARI

Munari esplora l'importanza del tatto nella percezione e nella creatività, offrendo una serie di attività e giochi per stimolare la sensibilità tattile e sviluppare la creatività nei bambini.
Uno dei tanti libri che l'autore scrisse per i bambini, ma citarli tutti sarebbe impossibile!

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SUPPLEMENTO AL DIZIONARIO ITALIANO,BRUNO MUNARI

Munari mette in scena grazie a fotografie un mini dizionario dei nostri gesti italiani più comuni. Un’idea simpatica per un regalo a un amico straniero!

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OPERE


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CUBO, DANESE MILANO(BRUNO MUNARI)

Cubo è un posacenere progettato nel 1957 da Bruno Munari.

-DESIGN

L'oggetto nasce dall'idea di ricerca sulle forme. Queste ultime vengono considerate non solo come soluzione funzionale, ma come espressione della cultura di un'epoca e di una società: un'idea che trova fondamento in tutti i lavori dell'artista. Cubo diventa quindi un oggetto innovativo sia per il concetto da cui è stato creato, sia per il concetto di posacenere in quanto l'ideale di posacenere prevede che i mozziconi siano esposti alla visione diretta, mentre Munari decide di occultarli all'interno per rendere l'oggetto il più pulito possibile.

-COMPOSIZIONE E UTILIZZO

Composto da due elementi semplici: una scocca cubica, aperta su un lato e una lamina metallica inserita al suo interno la cui conformazione e inclinazione di un taglio ad angolo acuto crea una fessura capace di accogliere e nascondere il contenuto.

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FALKLAND, DANESE MILANO

(BRUNO MUNARI)

La Lampada Falkland, nota anche come Lampada-calza, è una lampada a sospensione disegnata da Bruno Munari nel 1964. La lampada è composta da una maglia elastica tubolare, prodotto di un calzificio, che prende forma grazie all'inserimento di alcuni anelli metallici di diverso diametro, posti tra loro a distanze prestabilite. La Lampada Falkland, è esposta al MoMA di New York, nel dipartimento Architecture and Design.

-STORIA

La lampada Falkland nacque in un periodo di elaborazione della cultura giapponese, verso la quale Munari sentiva una grande affinità. Negli anni sessanta, infatti, il designer compì spesso viaggi verso il Giappone, affascinato dallo spirito zen, dall’asimmetria, il design e l’imballaggio della tradizione giapponese. Munari voleva realizzare una lampada da soggiorno di costo limitato, facile da montare, di grande volume quando era in uso e di piccolissimo volume quando era in magazzino. Una lampada, insomma, pratica, resistente e lavabile.



Scimmietta Zizì, Bruno Munari

SCIMMIETTA ZIZÌ, PER PIRELLI(BRUNO MUNARI)

Una scimmietta leggera e snodabile, che può assumere un’infinità di posizioni e arrampicarsi dappertutto grazie a uno “scheletro” di filo metallico. Zizì viene progettata da Munari per Pirelli nei primi anni Cinquanta, utilizzando un materiale nuovo per l’epoca: la gommapiuma. Un materiale, osserva Munari, che comunica la morbidezza, l’elasticità, e potrebbe quasi ricordare la sensazione di tenere in braccio un piccolo animale: perché non una scimmietta? Ecco allora Zizì, pensata non per essere guardata, ma toccata e manipolata, rendendo flessibile anche la mente di chi la usa: giocando, dice Munari, “la mente diventa elastica, il pensiero dinamico. L’individuo creativo”.

Vincitrice del primo Compasso d’Oro nel 1954, Zizì è diventata un simbolo del design italiano, che continua a raccontare la sperimentazione di Munari, il suo modo di esplorare – con grande divertimento – le potenzialità dei materiali più nuovi, la sua ricerca dell’essenzialità formale.